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martedì 25 agosto 2015

Gatto e topo: ovvero la partita a scacchi con i lupi

La notte scorsa il branco ha predato una manza a Malga Boldera di Ala, un luogo finora quest'anno risparmiato. 

Sono ormai varie le predazioni in territorio trentino ad agosto e si possono immaginare tante cose per spiegare queste nuove direzioni.

Certo è che finora sono cambiate le strategie del branco e andranno messe, a fine stagione, in relazione con i movimenti delle Notti da Lupi, movimenti dettati da come si muovevano/muovono i lupi nei giorni immediatamente precedenti alle nostre uscite.

Certo il numero dei capi predati non è diverso da quello dello scorso anno, ma crediamo che chi tragga conclusioni negative solo sul piano aritmetico pecchi di semplicismo.

Non ci eravamo dati come obiettivo quello di abbassare il numero delle predazioni, sarebbe stata una stupida presunzione. Abbiamo fatto quel che mancava: iniziare a mettere sul banco la questione prevenzione. Ci siano sostituiti a chi avrebbe avuto da anni la responsabilità (intesa come compito) di avviare questi sistemi.

Quelli che la fanno facile scrivendo sui social, il metodo scientifico sperimentale sia in campo naturalistico che sociale non sanno nemmeno cosa sia.

giovedì 18 giugno 2015

Un'altra predazione

Proprio pochi minuti dopo aver scritto di sistemi di prevenzione (che sarebbe stato utile avere già a disposizione) veniamo a sapere di un'altra predazione di una manza in alta Lessinia.

Prevenzione e mitigazione del conflitto

Un progetto Life ormai terminato, il WolfNet, ha dimostrato come iniziative volte alla prevenzione del danno e alla mitigazione dell'impatto del predatore sull'allevamento possano risultare completamente inadeguate e pertanto determinare un inutile impiego di denaro pubblico, se la valutazione dei sistemi di prevenzione non nasce da un approccio particolare e capillare rispetto ai diversi allevamenti colpiti e non è adattata al contesto locale e concertata con i portatori di interesse. 

A titolo puramente esemplificativo si può citare l'impiego di recinzioni elettrificate e di cani da guardiania, che possono essere adeguati solo in particolari contesti di gestione zootecnica e della cui necessità di impiego si può avere certezza solo quando una accurata analisi dei danneggiamenti abbia messo in luce una specifica vulnerabilità aziendale che può essere sanata attraverso l'adozione di tali strumenti.

Se questa elementare riflessione fosse stata alla base del progetto WolfAlps in Veneto, oggi saremmo già pronti per una risposta sistematica agli attacchi del predatore

martedì 16 giugno 2015

Una nuova stagione di paure?

La prima predazione dei lupi in Lessinia è stata annunciata questa mattina con particolare e preoccupata enfasi. 

Si è sottolineata l'anomalia di questo attacco, certo, un attacco a una manza di tre quintali finora non c'era stato, ma chi si stupisce, facendo balenare scenari apocalittici (chissà chi attaccheranno adesso...), non tiene conto della adattabilità del lupo, della sua capacità plastica di valutare i fattori ambientali, in sostanza della sua intelligenza. 

"Il lupo - dice Francesca Marucco, biologa e responsabile scientifica di WolfAlps - si nutre opportunisticamente di ciò che è più disponibile nel suo habitat". Per cui alimentare ansie, paure non ci sembra il comportamento più consono a una situazione di convivenza, difficile e rischiosa, ma pur sempre di coesistenza sullo stesso territorio di selvatici e domestici.