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martedì 21 luglio 2015

lunedì 22 giugno 2015

Il progetto WolfAlps con strani sistemi di informazione

Leggiamo in Fame da Lupi, articolo apparso sabato su L'Arena che "Sei lupi, due adulti e quattro cuccioli, dei sette nati lo scorso anno, costituiscono l'attuale presenza del predatore sulla Lessinia veronese e trentina". Lo direbbe - secondo l'autore dell'articolo - il Resoconto sul monitoraggio del lupo 2014. 

Abbiamo letto e riletto il Resoconto 2014, ma, proprio in coerenza con il titolo "Resoconto 2014", non si fa alcun cenno sulla popolazione  dei lupi in Lessinia a giugno 2015. 
Come lo ha dedotto L'Arena? Quale accesso è concesso al cronista a dati attuali che non sono conosciuti nemmeno alla responsabile del progetto in Veneto, dott.ssa Calderola, che la scorsa settimana ci  confermava in un incontro in Regione che solo a luglio  potremo saperlo? Ci ha mentito la dott.ssa Calderola? Non crediamo proprio. 
E allora? E' stata una fantasia del cronista per ravvivare il clima intorno al lupo? E' stata una soffiata? E da chi?
Se poi la notizia corrisponde a verità è strano che la News del progetto WolfAlps, che ha pubblicato il suo ultimo numero di pochi giorni fa, non ne sapesse nulla.
Ci aspetteremmo che dai prossimi giorni il progetto abbia una sola voce ufficiale per consentire a tutta la stampa di essere in condizione di conoscere le notizie del progetto.

martedì 16 giugno 2015

Una nuova stagione di paure?

La prima predazione dei lupi in Lessinia è stata annunciata questa mattina con particolare e preoccupata enfasi. 

Si è sottolineata l'anomalia di questo attacco, certo, un attacco a una manza di tre quintali finora non c'era stato, ma chi si stupisce, facendo balenare scenari apocalittici (chissà chi attaccheranno adesso...), non tiene conto della adattabilità del lupo, della sua capacità plastica di valutare i fattori ambientali, in sostanza della sua intelligenza. 

"Il lupo - dice Francesca Marucco, biologa e responsabile scientifica di WolfAlps - si nutre opportunisticamente di ciò che è più disponibile nel suo habitat". Per cui alimentare ansie, paure non ci sembra il comportamento più consono a una situazione di convivenza, difficile e rischiosa, ma pur sempre di coesistenza sullo stesso territorio di selvatici e domestici.